In 3 sorsi – Il Governo Sánchez ha proposto un piano per regolarizzare più di 500mila migranti, con l’obiettivo di far fronte alla crescente scarsità di manodopera.
1. LA PROPOSTA
Lo scorso 27 gennaio l’esecutivo spagnolo ha avviato una regolarizzazione straordinaria destinata a oltre mezzo milione di migranti irregolari, marcando così una “giornata storica per la Spagna”, stando alle parole di Elma Saiz, la Ministra dell’Inclusione, Previdenza sociale e Migrazioni. La misura ha l’obiettivo di regolarizzare coloro che a tutti gli effetti già vivono (e nella maggior parte dei casi lavorano, seppur in condizioni informali e precarie) nel territorio spagnolo, ma non possiedono i documenti necessari per farlo, che sarebbero più di 800mila, provenienti nella maggior parte dei casi dall’America Latina. Le domande potranno essere presentate da aprile a giugno da tutti coloro che sono arrivati in Spagna prima del 31 dicembre 2025, hanno maturato una permanenza di almeno cinque mesi e non hanno precedenti penali.
Embed from Getty ImagesFig. 1 – Elma Saiz, Ministra dell’Inclusione spagnola
2. L’ANOMALIA SPAGNOLA
Questa misura è in netta controtendenza rispetto al panorama europeo: se i Paesi vicini sembrano sempre più fortificare i confini ed espellere i migranti irregolari, il Governo progressista di Sanchez pare aver avuto un’intuizione differente. Infatti, la Spagna è in un momento economico particolarmente positivo, e uno dei principali motori del cambiamento, secondo l’esecutivo, sarebbe l’immigrazione. Effettivamente, i numeri sostengono questa posizione: i dati INE mostrano che il 16% degli iscritti alla previdenza sociale sono stranieri e la Banca di Spagna ha stimato che la popolazione straniera ha contribuito alla crescita del PIL pro capite tra i 0,4 e i 0,7 punti percentuali. Inoltre, è da considerare che la Spagna, analogamente all’Italia ed altri Paesi europei, sta registrando dati preoccupanti dal punto di vista demografico: la popolazione invecchia e c’è un drastico calo delle nascite. In questo panorama allarmante, l’immigrazione è uno degli unici fattori che aiuta a raggiungere un saldo demografico positivo.Â
Embed from Getty ImagesFig. 2 – Il premier Pedro Sanchez
3. L’OPPOSIZIONE
La misura, voluta dalla coalizione PSOE-Sumar e concordata con Podemos, è stata
bersaglio di critiche e accuse da parte dell’opposizione. Il provvedimento, infatti, è stato approvato tramite un decreto reale, un atto normativo che entra in vigore senza passare dal Parlamento, dove i partiti di destra e centro-destra sono molto forti. Vox, partito notoriamente ostile all’immigrazione irregolare, ha accusato Sánchez di utilizzare questa misura come una distrazione di massa per distogliere l’attenzione da altri problemi che stanno interessando il Paese, quali i numerosi incidenti ferroviari avvenuti di recente, che hanno registrato un numero elevato di vittime. Inoltre, il Partito Popolare ha definito il provvedimento come uno strumento arbitrario e senza supporto tecnico e un’ingiustizia nei confronti di coloro che sono entrati legalmente nel Paese. Ad ogni modo, si dovrà aspettare per comprendere se questa misura porterà dei problemi o avrà gli effetti sperati. Tuttavia, una cosa è certa: questo provvedimento rappresenta una chiara presa di posizione da parte di Madrid, per la quale, a differenza del resto d’Europa, l’immigrazione non rappresenta un problema da risolvere o un nemico sul quale scaricare i problemi del Paese, bensì una risorsa e uno dei fattori direttamente responsabili del prospero periodo economico che sta affrontando.
Caterina Marzano
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